SEZIONE BILINGUE ITALO-SLOVACCA

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I nostri di nuovo a Padova

Spať

Il sabato 14 aprile, giorno della nostra partenza da Bratislava per andare a Padova, fin dalla mattina
si respirava un’allegria particolare che poi ci ha accompagnati per tutta la settimana. Certamente ci
sono stati anche dei momenti esagitati, stressanti e anche disperati, però anche questo fa parte dello
scambio.


Lo scambio é un viaggio ricchissimo per le esperienze che offre, con l’opportunità di conoscere la
cultura italiana sentita in ogni angolo della casa che ci ospitava. Anno dopo anno conosciamo
sempre nuovi amici italiani, con i quali siamo ancora in corrispondenza.
Quest’anno come corrispondenti abbiamo avuto degli italiani che facevano lo scambio per la prima
volta. Per noi, invece, è stata la terza e anche l’ultima esperienza in cui potevamo dimostrare di
saper collaborare insieme con responsabilità e anche riuscire a parlare con una famiglia nuova sin
dal primo approccio. Sembra facile, se si può dire così, però, e penso di potrelo dire anche a nome
dei miei compagni di classe, è tanto stancante seguire il programma con le visite con la scuola e
pensare sempre in lingua non materna tutto il giorno per una settimana. Per fortuna, questa volta
non avevamo problemi a parlare, ma ci sono stati anche momenti in cui per la stanchezza le parole
uscivano in modo lentissimo. 
Abbiamo visto la città di Padova nel suo aspetto bellissimo, con la piazza ancora più bella che si
chiama Prato della Valle. Essa è circondata da case del 14. secolo e sembra che il tempo si sia
fermato in quel periodo da tutte le parti. Poi siamo andati a Verona, per vedere il famoso balcone di
Giulietta resa famosa da Shakespeare grazie alla sua opera „Romeo e Giulietta“. E alla fine siamo
stati a Venezia con il professore di informatica dei nostri corrispondenti italiani, che ci diceva le sue
storie per ricordare meglio la città. Per esempio una volta frequentava l’università di Venezia e un
giorno doveva sostenere un esame ma non aveva guardato le previsioni del tempo. Quando è uscito
dal treno ha visto Venezia tutta piena dell’acqua fuoriuscita dei canali per un‘ altezza di un metro.
Aveva una prova importantissima e non poteva andarci tutto bagnato. Per questo si è tolto i
pantaloni e prendendoli in mano sopra l’acqua è arrivato felice, sano e soprattutto asciutto davanti
alla commissione. 
Anche noi abbiamo vissuto un’esperienza da ridere da Venezia. A volte succede che non ci
piacciano i panini, per esempio perché possono essere troppo secchi e solo all’idea di buttarli
potremmo andare in prigione in Italia. Alla piazzetta di San Marco c‘erano tantissimi piccioni e
gabbiani, che arrogantemente cercavano i turisti con il cibo in mano. Il nostro compagno Peter si é
ha voluto imitare un falconiere, anzi un „gabbianere“: senza esitare ha alzato la sua mano con il
panino. In quel momento tutti stavamo in forte ansia per timore che gli uccelli gli facessero male ma
abbiamo capito che non mangiano la carne umana. Uno dei gabbiani infatti gli ha strappato il
panino dalla mano e l’ha buttato per terra. Come si é tutto sbriciolato dopo la caduta, sono arrivati
gli altri animali della piazza. Si dice che tutto ha il suo prezzo e in questo caso era la nostra cara
insegnante di matematica. Infatti le è caduto un pezzo digerito degli uccelli proprio dietro al collo,
dentro alla maglietta. La situazione è successa in tempo veloce e cosi comica che siamo corsi via
ridendo. Ringraziamo tanto le nostre professoresse che hanno trovato la voglia di prepararci un così bel viaggio. Non lo dimenticheremo mai!